
Indro Montanelli
22/04/1909 - 22/04/2009
di Giovanni Pili.
E' passato il giorno del centenario della nascita del decano dei giornalisti italiani, quasi in sordina, sfortuna volle che fosse nato lo stesso giorno dello stesso anno, della Senatrice Rita Levi Montalcini, alla quale facciamo i più sinceri auguri per il compimento dei cento anni d'età.
Ovviamente qualcosa nei quotidiani -specialmente nel Corriere della Sera e nel Giornale- l'hanno scritta, poco invece si è visto nelle TV nazionali; è vero che lui stesso volle evitare ogni tipo di ampollosità per i suoi funerali; ma qui siamo vicini alla damnatio memorie ... ci sarà un secondo centenario? Mi auguro di si.
"Mi chiamo Indro. Le ragioni per cui, al fonte battesimale, mi fu impartito questo nome, sono assai complesse e hanno un contenuto politico e sociale." Cosi comincia una mini biografia scritta di suo pugno, che custodisco gelosamente tra i miei libri, assieme ad un volume della Storia d'Italia del Novecento, scritta con Cervi; cosi come i due volumi postumi, editi dal Corriere della Sera, che raccolgono le sue "stanze" dove rispondeva alle domande dei suoi lettori, e infine, una biografia di Giuseppe Garibaldi, scritta assieme a Nozza. Il suo stile narrativo aveva la stessa progressione di un romanzo, benchè riportasse fatti reali, questi sotto la sua penna si trasformavano in un film avvincente; si potevano vedere i personaggi, sentirne l'umanità ... e si può ancora, i libri possono essere riletti. Lessi una sua risposta ad una lettera di un mio concittadino, di Selargius (CA) ... mi chiedo spesso, con una certa rabbia, perchè non ho provato a inviargli una lettera anchio ... è morto prima che mi decidessi a farlo ... come se poi, fosse certo che mi rispondesse!
Definire Montanelli in un post, è impossibile, è stato un giornalista, un soldato, un partigiano, uno dei maggiori storici italiani -lui, che a scuola in storia non andava oltre il cinque- mi limito a citare solo uno dei suoi mille aspetti; quello dell'onestà intellettuale di chi ha cambiato tante volte idea, ma sempre quando non gli conveniva, che guardava in faccia i suoi editori e diceva loro: "tu sei il proprietario ... e io il padrone". Non gli conveniva cambiare idea, quando strappò nel 1936 la tessera del partito fascista, non gli conveniva parlare contro i sessantottini, quando lo gambizzarono, e infine, non gli conveniva definire Berlusconi un piazzista e Fini uno squadrista, quando la destra salì al governo per la prima volta, ricordando i loro modi, troppo simili al fascismo che lui ben conosceva. Benchè fosse stato sempre polemico verso i comunisti, sul Corriere ne elogiò la serietà e le capacità nelle amministrazioni del nord est, è proprio questo il problema; Montanelli aveva certamente una sua posizione politica, ma quando scriveva, il suo interesse non era politico, il suo obiettivo era la verità ... scriveva per i lettori, non per gli editori. E' stato un grande maestro e lo stesso Enzo Biagi riconobbe di aver imparato da lui l'umiltà di chi quando scrive si abbassa al livello del lettore in modo che fosse il giornalista a correggersi per farsi capire meglio. Un personaggio scomodo, un giornalista che scrive senza greggi di riferimento; lui stesso dirà, che l'Italia è un paese di pecore, dove ognuno deve stare in un gregge e se stai fuori da ogni gregge, ti guardano male.
Chi come Berlusconi, al momento della morte lo ha falsamente definito "amico", non ha speso una parola, che fosse una, in sua memoria. Per motivi che possiamo immaginare ... se non fai parte di nessun gregge, nessun gregge si ricorderà di te.

Vignetta tratta dal blog "VOGLIOSCENDERE".


Effettivamente un uomo,un giornalista con la schiena dritta,di questi professionisti qualche decennio fa,era più facile reperirne.
RispondiEliminaOra ne esiste una sparuto manipolo,non sarei andato d'accordo politicamente con Indro,ma averne di uomini di destra di questo spessore.
Per ciò che riguarda i Maya,una importante civiltà che ha fatto storia,i sacrifici umani molto diffusi facevano parte delle loro credenze,chiaramente un aspetto molto deteriore.
Saluti,
&& S.I. &&
Ivo - mi sono sempre chiesto cosa spettasse a chi perdeva quelle partite ... se tanto mi da tanto ... XD
RispondiElimina♣^^Very interesting place! Monkey bussines soung /look so cool! ¡Grazie mille for all! Ciao^^♣
RispondiEliminaBuon 25 aprile,ormai agli sgoccioli
RispondiElimina&& S.I. &&
Odi - Not at all :D
RispondiEliminaIvo - Grazie, ricambio, anche se in ritardo. Io non lo posso festeggiare, xkè mio fratello è dichiaratamente fascista, dal momento che la parola "patria" ormai è un concetto vuoto (non l'ho certo svuotato io!) scelgo la famiglia. Personalmente sto coi partigiani, e con i loro valori. Ma finchè questa festa deve dividere la mia famiglia (in famiglia abbiamo sia comunisti che fascisti ... tanto per farti capire) preferisco non festeggiare. Credo, purtroppo, di non essere il solo con una situazione del genere in famiglia ... ma forse sono uno dei pochi che lo dice pubblicamente. Se esiste ancora una guerra civile ... significa che gli americani possono ancora dirsi nostri liberatori ...ovvero ... non possiamo dire di no agli americani. Questa anomalia deve essere risolta, altrimenti chi vince sono i Berlusconi ... non certo i Fini o i Bertinotti. Spero di non essere frainteso.