
di Alfredo Sgarlato.
La nascita del Popolo della Libertà scatena i paragoni con le precedenti esperienze politiche peculiarmente italiane, il fascismo e la DC. In realtà le somiglianze sono superficiali. La vera somiglianza col fascismo potrebbe essere nella fiducia messianica nel leader “uomo della provvidenza”, ma questa è tipica di tutte le destre ma anche delle dittature comuniste. Nel fascismo esisteva un esaltazione mistica dello stato, mentre nel berlusconismo prevale l’individualismo soprattutto in campo economico, e un rifiuto forte dello statalismo visto come freno all’iniziativa individuale. In questo la primogenitura va data alla Thatcher, la figura più importante per le destre moderne (e forse altrettanto nefasta degli idoli del passato). Non ci sono fortunatamente nel berlusconismo il culto della guerra, la legittimazione della violenza, il razzismo e la xenofobia (questi due lasciati alla Lega), che erano fondamentali nel fascismo o l’antisemitismo, che anzi nelle destre italiane di oggi si è sublimato nel suo opposto, l’appoggio entusiasta e incondizionato a Israele. Infine ricordiamo che Mussolini era, da buon romagnolo, un fiero anticlericale, almeno a parole, mentre il Popolo di Berlusconi è fieramente asservito al Vaticano, almeno a parole. Se vogliamo, l’unica somiglianza si riduce al fatto che, a quanto si diceva all’epoca, il Duce aveva “il fucile sempre carico” e pare che Silvio non sia da meno. Anche con la DC le somiglianze ci sono e non ci sono. La DC come il PDL non aveva una vera e propria ideologia ma era la casa di tutti quelli che non si riconoscevano negli “opposti estremismi”. Ma l’anticomunismo della DC non era forsennato come quello del PDL, e dire che all’epoca il comunismo esisteva davvero. Mentre il PDL non è affatto antifascista. All’interno della DC coesistevano come nel PDL molti orientamenti, ma mentre nella DC la lotta tra le correnti e i leaders arrivò all’estremo, nel PDL i vari personalismi sono pronti a fare un passo indietro rispetto alla coesione del governo. Va detto poi che la DC fu molto votata ma mai veramente amata, mentre l’identificazione tra Berlusconi, il suo popolo e la sua compagine governativa pare genuina. Semmai sono movimenti minori della destra italiani come il conservatorismo antilluminista di Prezzolini, il populismo antipartito dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, l’imprenditorialismo filomonarchico di Achille Lauro, la stessa Lega, i veri progenitori del PDL. Ma tutto sommato la lezione politica meglio compresa da Berlusconi è quella del comunismo. Si, avete capito bene. Pensate alla conquista del potere ottenuta con la costruzione dell’egemonia culturale, avvenuta però non con gli intellettuali (il vero nemico per ogni destra italiana), ma con la televisione, le riviste, il Milan (leggete in proposito il bellissimo Neoproletariato di Tommaso Labranca). L’esaltazione di un astratto popolo contro i poteri forti (che poi non sono quelli reali ma i nemici di Berlusconi). L’idea che avversario sia vittima di un ritardo storico ma che poi si convertirà, come fece Bondi per primo. La visione messianica della Storia. In tutto ciò c’è molto più Lenin e Gramsci che Von Hayek… Quesito finale: sopravviverà il Popolo della Libertà a Berlusconi? Ovviamente no. Ma tanto Lui vivrà fino a 120 anni, quindi il problema non si pone.


A proposito di intellettuali di cui la destra ne avrebbe "paura". Una figura intellettuale interessante di destra era quella di Marcello Veneziani, e ricordo dal 2001 gli avevano fatto presentare un programma che durava una manciata di minuti per poi sparire dietro le quinte del CdA della RAI. Non ho fatto nemmeno in tempo a vedere quel programma. Questo fa capire a che livello è messa la destra. Si lamentano dei programmi condotti dai comunisti e faziosi di sinistra, ma la domanda che mi faccio è questa: perché non c'è gente di spessore a destra che sappia fare un programma televisivo d'inchiesta?
RispondiEliminaC'è stato Socci un periodo, e per fortuna ora non c'è più. Ma lui era semplicemente un cattolico liberale, non uno di destra.
Veneziani non è quello che a casa è fascista-antiamericanista, e in pubblico se lo dimentica?
RispondiEliminaCredo che con questa domanda retorica, abbia già dato una risposta, nel mio piccolo alla tua domanda ... gli italiani, anche a destra, hanno tanto cervello e tanta cultura ... sono i coglioni che mancano, e questa carenza, senza dubbio ... è trasversale!!