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giovedì 30 aprile 2009

Uno studioso del comportamento umano



di Alfredo Sgarlato.

Uno studioso del comportamento umano, che cerca abitualmente la motivazione di ogni condotta, comprese le più insensate, è portato a chiedersi se non ci sia una motivazione inconscia nella scelta di campo che prima o poi tutti nella vita affrontiamo, ossia l’idea politica in cui più o meno ci riconosciamo. Si potrebbero dare molte spiegazioni razionali, ma alla fine dei conti tutte ci appaiono insufficienti. Si può pensare che le scelte derivino da un condizionamento culturale: ma quanti ragazzi che come me amavano i Beatles e i Rolling Stones poi votavano MSI…. Si può pensare ad un atteggiamento di adeguamento oppure di rivolta alle idee dei padri, ma allora cosa determina il primo invece che la seconda? E, poiché le idee sono relativamente giovani, chi le ha inventate a cosa reagiva? Allo stesso modo si potrebbe dire che l’ imitazione o la rivolta siano intraprese rispetto alle idee dominanti, ma in una democrazia in cui, checchè se ne dica, sono ammesse tutte cosa determinerebbe la scelta? Forse un evento particolare, ma basterebbe a decidere il corso di una vita intera? Credete davvero che Fini sia diventato fascista perché dei dimostranti gli impedirono di andare a vedere “Berretti verdi”? Il caso, si potrebbe pensare, ma cent’anni di psicoanalisi ci hanno insegnato che nel comportamento umano il caso non esiste. Allora viene in mente che Schopenauer, Nietzsche, Jung, Chatwin hanno detto che il filosofo è solo un nevrotico che cerca di adattare il mondo al proprio disagio (Chatwin è l’unico che ammetteva che la regola vale anche per lui e non solo per i precedenti…) e allora perché non pensare lo stesso della politica. Ovviamente parlo di idee e non di partiti, che spesso subordinano i propri valori alle mediazioni inevitabili del dovere governare. E non dimentichiamo che spesso le persone hanno un modo di vivere o di votare opposto rispetto alla concezione del mondo che professano a parole, molte volte anche in buona fede.

MA COS’E LA DESTRA, COS’E LA SINISTRA…Così cantava il grande Gaber a proposito dei tic che si legano alle scelte ideologiche. Non si può iniziare un discorso sulle determinanti dell’ideologia senza prima definirne i caratteri. Esiste una definizione univoca di Destra e Sinistra? Il problema è dibattuto e recentemente ne ha fatto un’agile ricognizione il bestseller omonimo di Norberto Bobbio, forse il maggior politologo del secolo scorso. Ma la conclusione a cui arriva non mi convince. La tesi di Bobbio è che il collante delle idee di sinistra sia il concetto di uguaglianza, a cui la destra si oppone. L’autore passa in rassegna una serie di altre ipotesi, trovando che in tutte l’elemento decisivo sia il rapporto con l’uguaglianza. Ma allora sorge la domanda da un milione di dollari: se la destra difende la differenza, perché ha sempre perseguitato (sterminato…) i diversi? E se la sinistra insegue l’uguaglianza, perché i suoi militanti sono inguaribilmente affetti da un complesso di superiorità? Si potrebbe dare una versione più sofisticata, come fanno Elisabetta Galeotti o Marco Revelli (citati da Bobbio) dicendo che la sinistra vuole la giustizia sociale ovvero le pari opportunità, mentre la destra crede nella competizione (i liberisti) o nella gerarchia (tradizionalisti e fascisti). Ma leggendo bene i classici del liberismo si nota che per gli autori, con molta ingenuità, la competizione porterebbe all’uguaglianza, e quanto alla gerarchia, sarebbe fondata su basi davvero balzane: secondo quali criteri quella che ci ha dato Freud, Einstein, Woody Allen, Bob Dylan, sarebbe la “razza inferiore”? Ma mi faccia il piacere! direbbe il Maestro…oppure si potrebbe citare quel rapper che diceva ad un razzista: sai suonare la chitarra come Jimi Hendrix? Sai giocare a basket come Michael Jordan? Quindi questa interpretazione non ci soddisfa. Se poniamo come fondamento delle ideologie un complesso o una costellazione psichica chiediamoci allora la motivazione che sta alla base di questa dicotomia. Perché la destra vuole un mondo gerarchico? Se lo chiediamo al famigerato uomo della strada invece che ad un filosofo che sa spaccare il capello in quattro, questi ci risponderà: perché è sempre stato così . Al che il compagno ribatterà: anche se è sempre stato così è sbagliato e si deve cambiare. Per cui ritengo da un punto di vista del carattere le dicotomie emancipazione – difesa della tradizione/fedeltà ( vedi Cofrancesco), stabilità -mutamento (Revelli), libertà di scelta –appartenenza identitaria (Veneziani) illuminismo-irrazionalismo ( i seguaci di Nietzsche come Zolla) siano molto più rivelatrici che il troppo labile binomio uguaglianza –diversità Oppure si può introdurre una variante filosofica: la destra propone valori “negativi”, cioè ci dice cosa non vuole, e la sinistra “positivi”, cioè cosa vuole. Ma le proposte sono poi nel campo tradizione-progresso.

Ora immaginiamo due ritratti. Sopravvalutazione del pensiero e svalutazione della realtà; ribellismo fine a se stesso e fascinazione per i soggetti trasgressivi; ridimensionamento dei genitori ed innamoramento per la banda dei coetanei; abbigliamento trasandato; ricorso a droghe leggere e sesso libero. Non è il ritratto di un perfetto sessantottino? No, è un normale adolescente.

Egocentrismo, ossia: incapacità di valutare le cose da un punto di visto che non sia il proprio. Dare sempre agli altri la colpa dei propri errori. Eccessivo attaccamento ai propri oggetti ma desiderio di quelli degli altri. Paura degli estranei. Incapacità di adeguarsi ai cambiamenti. Giudizio morale basato sugli effetti e non sulle intenzioni. Figura paterna divinizzata. Questa è la descrizione di un bambino come appare dagli studi sull’argomento, e che qualsiasi mamma può confermare. Sento già una domanda maligna: ma questo bambino si chiama per caso Silvio?

Quindi secondo lei dottore chi è un eterno adolescente è attratto dalle idee di sinistra e chi rimane bambino da quelle di destra? È un ipotesi, e varrebbe la pena di lavorarci sopra. (e le persone mature? Perché, credete che ne esistano davvero?)

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1 commento:

  1. Purtroppo OK Notizie mi permette di far votare solo 3 post al giorno, quindi questi ultimi due dovranno essere messi in votazione domani.

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