
di Maurizio Folatti.
Oggi è il gran giorno. Oggi con tutto il centro anziani del pigneto nonno Carlo sarà ricevuto dal sottosegretario alla sanità On.**omissis**….si, si proprio quello. Quello dello scandalo del sangue infetto, quello dello scandalo delle ferrovie, quello dello scandalo degli ospedali che crollano…insomma sempre lui, da quarant’anni. Nonno Carlo si è svegliato presto stamattina, si è fatto la barba, e davanti allo specchio la sue pelle è ancora più rugosa e flaccida, ora pesa 53 kg, tre mesi fa ne faceva 90... "maledetto tumore" bestemmiò tra se e se. Sulla sedia appoggiata allo schienale c’era il suo giubbotto, il giubbotto mille tasche grigio topo che insieme ad Ahmed aveva un “pochino” modificato. Se ne intendeva il buon Ahmed, rifugiato palestinese della prima intifada del 1987, aveva imparato bene, da bambino come tutti i suoi coetanei. Caspita se pesava oggi quel giubbotto, forse avevano esagerato con il tritolo, e quanto aveva penato con suo nipote per poterlo avere e cazzarola quanto costava, erano partiti più di due mesi di pensione per poterlo acquistare. Rise pensando al tira e molla con l’esplosivo tra le sue mani e quelle del nipote. Si erano salutati con le lacrime agli occhi, piangendo l’uno sulla spalla dell’altro. Non c’era stato verso di far tornare indietro nonno Carlo, voleva chiudere in bellezza la sua esistenza. “Lo faccio per te, per tutti i giovani e per il loro futuro, lo faccio per gli anziani che capiranno il mio gesto e mi seguiranno, e lo faccio soprattutto per dare un avvertimento a questa razza di politici vergognosi”. Appuntamento alle 10 davanti il centro anziani, una decina di persone la delegazione. Viaggio breve su uno scuolabus messo a disposizione dal comune, guardandosi in giro capì che nessuno pensava a quello che sarebbe successo. La visita durò non più di tre quarti d’ora, avevano ascoltato le solite cazzate che raccontano i politici navigati e poco prima di congedarsi nonno Carlo con la prostata come alibi si fece accompagnare in un bagno. Fece passare una decina di minuti, tanto che il suo accompagnatore si allontanò. Sbirciò attraverso la porta e solo dopo essersi accorto che non c’era nessuno uscì e cercò la stanza dell’onorevole. Aveva un pacchettino ben incartato e con un bel fiocchetto, lo mostrò ad un segretario dicendogli che la delegazione con cui era arrivato se n’era dimenticato di consegnarli e che ci teneva molto consegnarlo all’onorevole. Quel vecchietto innocuo fu fatto entrare nella stanza dell’onorevole e quando fu ad un metro da lui aveva in mano lo spago per l’innesco. Lo guardò dritto negli occhi, con tutto il disprezzo possibile e gli disse”- "Ci vediamo all’inferno, verrò a trovarla nei giorni freddi" …
Gli anziani un problema? Chissà se un giorno potrebbero diventare una risorsa?


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