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venerdì 22 gennaio 2010

Storia di ordinaria ingiustizia

Seconda pagina - Cronaca


di Giovanni Pili.

“Mi hanno prima massacrato poi non è stata data Giustizia, Nr. 13 procedimenti tutti con Sentenza di Proscioglimento irrevocabile tutti perchè il fatto non sussiste. Io ero un Appuntato dei Carabinieri in servizio a Mazara del Vallo (TP) territorio a tenuta latitanti come Totò Riina e Provezano. Sono rimasto senza avere Giustizia perchè trasferito in Sardegna per Punizione”.

I problemi iniziano quando già nel 1985 l'appuntato Agostino De Pasquale denunciò dei Superiori del Nucleo di Vigilanza della Banca d'Italia di Trapani. Li comincia il suo calvario. (Ved. Sentenza di Condanna dei M.lli in data 13/11/98 Ultimo giudizio di Suprema Corte Nr. 555/98 R.G Sent.)
De Pasquale si vede accusato dagli stessi suoi Superiori di intromissione abusiva in un domicilio e minaccia mano armata a persone pregiudicate. La morale di questa storia kafkiana è la seguente: se un appuntato si difende contro dei delinquenti, commette reato. La vicenda si svolge a Mazzara del Vallo. L'appuntato viene processato e prosciolto da queste accuse infamanti, lui che ha prestato servizio zone calde, dove si cercavano boss del calibro di Provenzano, Riina e Messina Denaro si trovò per la prima volta trattato alla stregua di un delinquente.

Nel 1991, Capo Equipaggio del Nucleo C.C Radiomobile, De Pasquale denunciò un ufficiale, e due Marescialli per omissione di atti di ufficio C.N.R e mancata trasmissione all'Autorità Giudiziaria. Una notte un Certo Asaro Gaspare e un'altra persona si recano al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Mazara del Vallo in stato di ubriachezza e dichiarano che sono state vittima di un incidente stradale, Gaspare, visto lo stato di ubriachezza va in escandescenze e attacca il dottore del pronto soccorso che chiede l'intervento dei Carabinieri N.R.M. Giunti sul posto inizia pure la colluttazione con i carabinieri. Gaspare viene accompagnato in caserma per redarre i documenti di rito. Ma misteriosamente non se ne fa più nulla. Nonostante i reati di guida in stato di ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale. Non se ne da alcuna notizia all'Autorità Giudiziaria. Tutto insabbiato, e il carabiniere che osò metter loro i bastoni tra le ruote calunniato. Da notare che uno dei militari che lo accusava, il Brig. Colicchia Filippo Benito in complicità con un pregiudicato di Mazara del Vallo sono stati in seguito arrestati per estorsione: il Brig. Colicchia fu trovato con 50 milioni facenti parte di un riscatto. Questo era il clima di Mazara del Vallo, che De Pasquale rifiutava di accettare, scegliendo invece di combatterlo.

E' una storia molto brutta. Una storia in cui non solo la mafia ma anche uomini delle forze dell'ordine usano il proprio misero potere per punire gli sgarri e conservare privilegi. Una storia che somiglia a tante altre storie di ordinaria ingiustizia, dove lo scambio di favori sostituisce il diritto. Ci piace pensare che dopo quindici anni le cose siano cambiate, ma non ci consola affatto sapere che un onesto servitore del suo paese non abbia ancora avuto giustizia.

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